Chi siamo
Mariscò
La storia di Mariscò attraversa generazioni, gesti tramandati, trasformazioni lente e aperture naturali. Non nasce come progetto da costruire, ma come una terra vissuta nel tempo, che oggi accoglie chi desidera conoscerla da vicino.
Mariscò nasce negli anni ’30, quando Antonino — per tutti Nenè, nonno di mio padre — acquistò queste terre nella Valle dello Jato.
Fu lui a piantare i primi ulivi. Poi arrivarono le vigne, usate per fare un vino da taglio, forte, utilizzato anche per dare corpo ad altri vini.
Con il tempo, la campagna è cresciuta insieme alla famiglia.
Mio nonno Elio e mio padre Carlo hanno ampliato l’uliveto. Mia nonna Tina ha piantato un piccolo frutteto dietro casa: fichi, agrumi, mele cotogne, noci. Non un progetto. Un gesto.
Quando la terra è passata a mio padre, insieme a mia madre Cettina, è cambiata scala.
Hanno ampliato gli ettari, piantato altri ulivi, grano, vigne, mandorli, un grande agrumeto. Hanno fatto l’orto, un laghetto, un boschetto di pini e querce in cima alla collina.
Sono entrambi agronomi. Dentro Mariscò convivono queste due cose: il sapere tecnico e qualcosa che non si studia.
Di quella vita agricola restano ancora tracce concrete.
Nel magazzino ci sono le grandi botti antiche. Un torchio, usato per la lavorazione. La vecchia stalla dei cavalli, oggi trasformata in un piccolo appartamento, conserva ancora la struttura e le porte originali.
Non sono elementi decorativi. Sono parti rimaste.
Mio nonno Elio ha conservato molti degli utensili di un tempo. C’è l’idea, prima o poi, di raccoglierli in un piccolo spazio, non come esposizione, ma come memoria viva di quello che è stato.
A un certo punto, la campagna ha iniziato ad aprirsi. Anche per quello che succedeva dentro casa: mia madre ha sempre cucinato — dolce e salato — con una naturalezza rara, mio padre ha sempre fatto pasta fresca e pane. Quando mia madre è andata in pensione, questa dimensione è uscita dalle mura di casa.
Con mia sorella Laura, questa apertura ha preso una forma più definita.
Dal 2006 Mariscò è diventata un’azienda agricola a tutti gli effetti, aprendosi all’esterno e strutturando le proprie attività.
Nel tempo, questa apertura si è ampliata anche in una dimensione sociale, che è diventata parte integrante del progetto. Un impegno che ha portato anche a riconoscimenti importanti, legati all’attenzione per le persone e per il lavoro.
Più recentemente, questo percorso si è esteso all’ospitalità. L’agriturismo non è stato un punto di partenza, ma un’evoluzione naturale di tutto ciò che Mariscò è sempre stato.
Oggi chi arriva qui non trova qualcosa di costruito per il turismo, ma un luogo che continua a essere vissuto ogni giorno. Ed è proprio per questo che può essere condiviso.
Continua il racconto